No Curves – She is a Lady

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No Curves – She is a Lady 2018-03-13T14:13:01+00:00
Mostra_NoCurves

No Curves – She is a Lady

a cura di Nicolas Ballario
dal 23 Novembre 2016 al 13 Gennaio 2017

Dal 23 Novembre 2016 al 13 Gennaio 2017 presso Whitelight Art Gallery, all’interno del workspace Copernico Milano Centrale, inaugura la nuova mostra del tape artist NO CURVES, un importante ritorno a Milano dopo la sua ultima personale al Museo della Scienza e Tecnologia dei primissimi mesi del 2015.
Il filo conduttore della mostra è la figura femminile: She’s a Lady, 10 anni di attività di NO CURVES (2006-2016) che attraversano l’evoluzione del suo lessico con oltre 30 opere esposte. A cura di Nicolas Ballario.

Gallery

Testo Mostra – She is a Lady

Sono i primissimi anni ’80 quando Keith Haring, che divide il suo tempo con Basquiat e una stanza a New York con Kenny Sharf, decide che è nella massima diffusione che si manifesta la più importante delle qualità dell’arte. E allora prende possesso del contesto urbano, di locali e di strade, ma soprattutto della metropolitana. Nelle stazioni individua gli spazi vuoti destinati alle pubblicità come tela ideale, e inizia a riempirli con disegni fatti con il gesso. È qui che compaiono per la prima volta i suoi “Radiant Baby” e le linee ondulate e nette diventano il tratto distintivo del suo lavoro. Quei contorni così marcati circoscrivono il colore comprimendolo, per non farlo sfuggire, e così le sue figure pulsano nel loro inciso cromatico, che è l’anima oltre al sangue dell’opera. NO-CURVES a differenza di Haring non è americano, ma europeo, e questo gli consente di poter attingere a una stratificazione culturale molto più ampia, che lo libera dal feticcio dell’identificazione a tutti i costi. Infatti, i suoi primi lavori sfruttano sì gli spazi pubblicitari, ma quelli occupati. Non è la capienza in sé a interessargli, ma il più importante strumento di diffusione moderno, quello dell’advertising. Ed ecco che allora offre una nuova possibilità ai manifesti, riuscendo nel gioco di svelare invalidando. Perché il nuovo e netto perimetro che lui calca è certamente un’azione volta a inficiare la figura, ma nel gioco dell’arte questo può significarne l’esaltazione. Oltre a comprimere la linfa vitale con nuovi e vigorosi contorni queste opere marcano e accentuano singole sezioni delle figure, tingendo di enfasi non le modelle, ma un sistema. Non è necessariamente una critica e non è certamente un’allusione, ma quello che fa NO-CURVES è spiattellare la condizione della società senza lezioncine sterili. Il marketing ha obiettivi ben specifici, ed essendo l’arte la più alta espressione della comunicazione, possiamo dire che questi lavori siano una sorta di sigla dell’artista sul segno che i mass-media lasciano nel mondo, attraverso dettami di bellezza e di omologazione. E allora ecco il filo conduttore: She’s a Lady. 10 anni di attività di NO-CURVES che non ha alcuna paura di sembrare moralista o sessista, di sfatare il mito dell’icona di perbenismo culturale, politico e sociale. Di fare tabula rasa e far saltare il banco.
Di certo NO-CURVES conosce bene questo ambito, tanto da capire che l’autonomia dell’artista passa anche attraverso la distruzione del proprio marchio. Ecco allora che crea dallo stravolgimento, cambia muta pur dando continuità a un pattern visivo che è poi la sua cifra: le sue opere sono risolute, nette, non ammettono rotondità. Niente curve. E se sappiamo che Haring negli anni ’60 passava le giornate a guardare i cartoni di Walt Disney e della Warner Bros e a leggere i fumetti del Dr. Seuss, mi piace pensare che NO-CURVES sia incredibilmente legato al suo tempo e che le sue fondamenta e la sua sensibilità siano legate ai video-games. Radici antropologiche che non vanno sottovalutate, perché hanno segnato una generazione, forse anche due. E quei limiti tecnologici, che ci mostravano come un insieme di quadrati persino Pac-Man, per non parlare di Mario Bros o Donkey Kong, sono in realtà qualcosa che è entrato nell’immaginario collettivo scalzando le mielose e soffici rappresentazioni disneyane, come una sorta di antitesi a Mickey Mouse e Donald Duck. Però facendo attenzione in NO-CURVES si può vedere netta la linea di separazione tra sotto-cultura e contro-cultura. Lui si pone in una posizione tutt’altro che subordinata o sussidiaria e per capire i suoi princìpi si deve guardare al punk, quindi nella matrice energica e libertaria di un’arte visiva che in realtà ha l’ambizione del sovversivo, o meglio al cyberpunk, che vede nell’avanguardia scientifica e tecnologica l’escamotage per compiere questo rovesciamento dei canoni sociali ed estetici. Una creatività profondamente individuale, vitale, pronta a lasciarsi alle spalle esperienze delle quali, francamente, non se ne può più.
Dunque non stiamo parlando di geometria, ma di astrazione plastica. Voltaire diceva che la geometria è “solo uno scherzo”. E lo diceva perché è fatta da elementi come punti, linee e altre cose che in natura non esistono. Quella di NO-CURVES è infatti una riflessione tutt’altro che scontata sullo spazio e sulla superficie, che fa venire alla mente Mondrian. Lo straordinario pittore Olandese esasperava il concetto di semplificazione, spingendo l’occhio umano alla percezione della realtà attraverso il contrasto cromatico e il confronto di spazi costruiti su nettissime linee rette. Ancora la linea, che con il tempo NO-CURVES utilizza per recuperare la figura dall’astrazione. È nomade nel linguaggio, NO-CURVES, incrocia il teorico con il definito, l’intangibile con la materia. Per questo usa il nastro adesivo, come tessere di un mosaico che hanno però il vantaggio si potersi sovrapporre e creare nuove possibilità. E nel lavoro di No-CURVES si riconosce proprio la volontà di scavare a fondo nella percezione del colore, nel suo grado di purezza e di saturazione, nel contrasto chiaro-scuro, in quello freddo-caldo. Ovviamente nel rapporto tra forma e colore. Ogni struttura che si crea nella costruzione di NO-CURVES ha un valore espressivo intrinseco legato al colore, e consegna al concetto di armonia una efficacia che va ben al di là della “coerenza tonale”. Sa costringere i suoi nastri in una posizione subordinata ad altri quando serve, creando simmetrie ed equilibri, dosando pesantezze e dinamicità. E questo riesce a farlo solamente grazie a un raro incrocio tra il talento dell’artista (che ha di natura) e l’abilità dell’artigiano (che chissà dove diavolo ha preso).
Dunque NO-CURVES, che ha iniziato per strada, ha lasciato la residenza fissa dei muri e delle pareti per le affissioni, toccando ogni distretto dell’arte: da artista urbano, è diventato artista “interurbano”. Mette in connessione tra loro stili, teorie, percezioni. Tanto che persino la posizione del visitatore assume un ruolo, dato che le sue opere da lontano sembrano una cosa, avvicinandosi una completamente nuova. È, appunto, l’animo e l’attitudine del nomade. Non è più l’artista a dialogare con un contesto, ma lo spazio ad assumere i connotati dell’artista. NO-CURVES è pronto a transitare in ogni luogo, oltre che in ogni lessico. Chissà quale sarà il prossimo.
Questo set rientra nel progetto Razza Umana, che Oliviero Toscani da anni porta avanti realizzando ritratti nelle strade e nelle piazze del Mondo. «RAZZA UMANA è frutto di un soggetto collettivo – ha scritto il critico Achille Bonito Oliva – lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze».

Dicono di noi

She’s a lady : importante mostra monografica che segue l’evoluzione di un artista molto amato dal pubblico e conteso dai grandi brand che sempre più spesso gli commissionano le proprie campagne pubblicitarie: sua è anche la copertina dell’ultimo album degli Skunk Anansie.

Panorama

Mette in connessione tra loro stili, teorie, percezioni. Tanto che persino la posizione del visitatore assume un ruolo, dato che le sue opere da lontano sembrano una cosa, avvicinandosi una completamente nuova.

Nicolas Ballario

Le sue opere sono nette, non ammettono rotondità, niente curve; i contorni marcano e accentuano singole sezioni delle figure. Non sono opere fondate sulla geometria, ma sulla astrazione plastica, riflettendo sulla spazio e sulla superficie. I suoi lavori hanno l’energia e la libertà tipica del punk, ma allo stesso tempo ricordano i video-games.

Artslife

NO CURVES, l’artista italiano del nastro adesivo, torna a Milano con la nuova mostra She’s a lady. Una personale che racconta dieci anni di attività del tape artist seguendo un solo fil rouge, le donne.

Elle Decor

VIDEO

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Opere di No Curves – Shop On Line